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2025 : L’evoluzione della specie

  • On 11 Dicembre 2019

Nel lontano 1972 quattro ingegneri dell’IBM tra I quali Hasso Plattner, ancor oggi Chairman of the Supervisory Board di SAP SE, propongono progetto originale: realizzare un sistema informatico che integra la movimentazione del magazzino con la contabilità, un concetto che oggi appare scontato ma più di 40 anni fa era innovativo.

IBM lo boccia e allora i 4 ingegneri decidono di rischiare, licenziandosi da IBM e avviando la storia di quello che oggi è il più grande software vendor applicativo al mondo: SAP. Il primo cliente fu un industria chimica tedesca. Il sistema allora girava su mainframe e le istruzioni, il “customizing”, avveniva tramite schede perforate, che erano lo standard del software allora. Si chiamava System-R, R/1.

 

Non ci vuole molto per capire che quell’intuizione, quel collegamento tra comparti aziendali in un ottica di integrazione e condivisione delle informazioni avrebbe consentito la rivoluzione che diede via al concetto di ERP, Enterprise Resource Planning, soprattutto tra parte logistica e parte finanziaria-amministrativa.

A cavallo tra la fine degli anni 70 e gli anni 80, si passa a R/2, ancora con interfaccia a caratteri, ma negli anni 90 arriva R/3, basato su un architettura client/server. R/3 si evolve negli anni e diventa sempre più una piattaforma tecnologica ed applicativa estesa, fino ad arrivare all ECC.6.0, il punto finale del vecchio paradigma R/3. Fino ad arrivare ai giorni nostri, dove il futuro si chiama S/4 HANA e che sarà l’unico sistema supportato da SAP dal 2025.

Da R/1 a R/2 a R/3 a S/4 sono passati più di 40 anni, che in termini di tecnologia equivalgono a secoli di differenza in termini di veloci di calcolo, di storage, di performance, di paradigmi.

C’è da chiedersi: ma è l’evoluzione del prodotto che segue le necessità delle imprese o viceversa? Probabilmente sono due flussi che si condizionano a vicenda: da una parte ci sono le imprese sul mercato che per rimanere competitive devono poter progettare nuovi prodotti e servizi compatibilmente con i budget a disposizione, devono poter ridurre i costi, aumentare l’efficienza dei processi, devono poter collaborare lungo filiere integrate, tanto per citare alcuni aspetti critici; dall’altro, le aziende che producono e vendono software come SAP si sono trovate di fronte al dilemma di come continuare a sviluppare business con le aziende, acquisendone di nuove e mantenendo i clienti esistenti, fornendo loro gli strumenti adatti per soddisfare i loro requisiti e per, spesso, far intuire alle aziende nuove strade e nuove possibilità da percorrere.

Tutto questo scenario si sta sviluppando all’interno di un contesto di competizione globale tra le aziende e i software vendor, dove la tecnologia sta cambiando il modo di sviluppare soluzioni ai problemi di business.

Si sta infatti  andando sempre  più verso il concetto di fruizione di servizio, determinabile nei tempi, nei modi e nei costi grazie al paradigma del cloud. La standardizzazione dei processi clusterizzata per settori di business e  sottoinsiemi minori sembra essere la direzione i principali software vendor stanno prendendo. Con S/4 HANA, SAP propone una visione basata su un core centrale stabile e consistente destinato a rimanere tale mentre la parte di sviluppo e personalizzazione viene spostata verso l’esterno, verso la parte “liquida” dell’ecosistema, destinata ad integrare applicazioni SAP con altre applicazioni SAP e non SAP, a connettere scenari legati al mondo dell’IoT e del Machine Learning e tutti gli altri paradigmi tecnologici che stanno velocemente popolando il mondo dell’immaginario reale del codice, compresa la blockchain.

 

 

 

In questo contesto emerge chiaramente come sia estremamente riduttivo parlare di una evoluzione della specie in senso classico darwiniano, bensì di una evoluzione in forma esponenziale: da migliaia di anni a pochi mesi, in un continuo evolversi degli scenari applicativi, tecnologici e di business.

 

La sfida, per le imprese, per i software vendor e per le società di consulenza, è quella di trarre valore da questo scenario. Il valore infatti dovrebbe essere distribuito tra tutti i soggetti, senza che sia  un gioco a somma zero.

Di sicuro ci stiamo immergendo sempre più in un mondo estremamente liquido e in trasformazione, dove per le aziende che sapranno acquisire un vantaggio marginale consistente sfruttando gli scenari di cui sopra si apriranno vaste praterie di opportunità. Chi invece non saprà cogliere la forza di questi cambiamenti probabilmente perderà quote fino ad estinguersi.

 

 

Paolo Ponte

Sales & Marketing Manager

 

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