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Il Piano “Transizione 4.0”

  • On 24 Febbraio 2021

Il piano Industria 4.0, nato nel 2018 per stimolare l’investimento nelle imprese soprattutto in ambito di innovazione tecnologica, ha preso il nome di “Transizione 4.0” ed ha allargato il raggio d’azione coprendo Ricerca e Sviluppo, innovazione e Design. Una delle differenze tra i due è che nel piano Industria 4.0 si prevedeva un iperammortamento di certe categorie di beni produttivi, mentre già nel piano Transizione 4.0 si passa al credito d’imposta.

Nella bozza di Recovery Found l’investimento consiste in circa 24 miliardi di Euro, per una misura che diventerà strutturale e vedrà il potenziamento di tutte le aliquote di detrazione e un anticipo dei tempi di fruizione. Il piano sarà in vigore fino al 31/12/2022.

Una parte importante di questo ammontare sarà destinato alla Digitalizzazione delle Imprese, dove l’Italia ha attualmente parametri meno virtuosi rispetto alle performance dei paesi dell’Unione Europea. Eppure i dati dimostrano che la maggioranza delle imprese “4.0”,ovvero imprese che hanno implementato in maniera estensiva i paradigmi della digitalizzazione, nell’ultimo triennio hanno aumentato il fatturato più delle imprese tradizionali o di quelle che hanno effettuato solo interventi “marginali” in tale ambito.

I tre assi strategici su cui verranno destinate le risorse del Recovery Found saranno Digitalizzazione e Innovazione, Transizione Ecologica ed Inclusione sociale.

Nell’ambito della Digitalizzazione, l’importante differenza rispetto al piano Transizione 4.0 originario, è che le agevolazioni riguarderanno anche l’acquisto di software non direttamente connesso al processo produttivo, quindi ad esempio software di manutenzione impianti, ma anche software per processi  quali amministrazione e controllo, HR, CRM, tesoreria e così via.

Questa agevolazione consisterà in una aliquota agevolativa del 10% per tutto il 2021; questo termine è prorogabile fino al 30/6/2022 a patto che l’investimento sia stato prenotato, ovvero ci sia stato un accettazione dell’ordine da parte dl fornitore e ci sia stato il versamento di un acconto di almeno il 10%.

L’investimento massimo agevolabile sarà di 1 milione di Euro e le tempistiche di fruizione saranno di 3 anni. Per le aziende con volume di ricavi inferiore a 5 milioni di euro, il credito d’imposta è compensabile con una unica quota annuale per gli investimenti effettuati nel periodo 16/11/2020 – 31/12/2021.

L’agevolazione sarà attiva anche nel 2022 ma con una diminuzione dell’aliquota agevolativa al 6%; l’investimento massimo agevolabile rimane sempre pari a 1 milione di euro e le tempistiche di fruizione sempre pari a 3 anni. Non sarà più attiva l’agevolazione per le imprese con un volume di ricavi inferiore a 5 milioni di euro.

Per quanto riguarda i beni immateriali 4.0, ovvero i software coinvolti direttamente nel processo produttivo (beni rientranti nell’allegato B annesso alla legge 232-2016), l’aliquota agevolativa sarà per il periodo 16/11/2020 – 31/12/2022 pari al 20%, con un investimento massimo agevolabile pari a 1 milione di euro e tre anni come tempistiche di fruizione.

Transizione 4.0 finanzia anche l’Innovazione di processo, dove l’obbiettivo dell’innovazione è stimolare attività innovative finalizzate alla realizzazione o all’introduzione di prodotti o processi nuovi o significativamente migliorati, rispetto a quelli già realizzati o applicati dall’impresa.

Per Processi significativamente migliorati si intende processi o metodi di produzione e di distribuzione e logistica di beni o servizi che comportano cambiamenti significativi nelle tecnologie, negli impianti, macchinari e attrezzature, nel software, nell’efficienza delle risorse impiegate, nell’affidabilità e sicurezza per i soggetti interni o esterni coinvolti nei processi aziendali.

 

In questo contesto, le spese ammissibili sono:

  1. Spese per il personale dedicato al progetto;
  2. Quote di ammortamento/canoni di locazione finanziaria e altre spese relative ai beni materiali e ai software utilizzati nel progetto (nel limite del 30% delle spese indicate al punto 1);
  3. Contratti aventi ad aggetto il diretto svolgimento da parte del soggetto commissionario delle attività di innovazione;
  4. Spese per servizi di consulenza (nel limite del 20% delle spese indicate al punto 1);
  5. Spese per materiali, forniture ed altri prodotto analoghi impiegati del progetto.

Per questo tipo di spese legate all’innovazione di processo, l’aliquota agevolativa è pari al 15% per l’innovazione tecnologica e di processo e del 10% per l’innovazione digitale; il periodo di validità rimane  tutto il 2021 e le tempistiche di fruizione sono anche in questo caso pari a 3 anni.

 

E’ chiaro quindi che investire adesso in un progetto di digitalizzazione/innovazione tecnologica può essere molto conveniente ed efficiente, sia in termini di risparmio per l’acquisto del software sia per i servizi di consulenza necessari alla realizzazione del progetto.

PL3 & Partners può guidarvi in un percorso di analisi costi/opportunità legato ai vostri processi di business,  analizzando le vostre esigenze in modo da poter ottimizzare l’investimento richiesto e le relative agevolazioni e fornendovi una guida sicura e affidabile  in un ottica di partnership collaborativa.

 

Per qualsiasi ulteriore informazione scriveteci a marketing@pl3group.com

 

Paolo Ponte

Sales & Marketing Manager